L’Associazione Culturale Centro Multimediale “Quarto di Santa Giusta”, fondata da Enrico Sconci, svolge una attività continuativa dal 1984, anno della sua fondazione, e si è caratterizzata per essersi riferita allo spirito e alle modalità espressive delle avanguardie artistiche del ‘900 e ai movimenti artistici che si sono succeduti dagli anni Sessanta e Settanta ad oggi.
Nel lavoro svolto nel corso degli anni si è sempre pensato all’arte come una pratica di esperienza globale, un processo totalizzante che serve alla rigenerazione e liberazione degli uomini dalle costrizioni della società.
Praticando questa idea di arte totale, sono stati coinvolti in molte manifestazioni artisti e studiosi di varie discipline, con cui è stato possibile attraversare vari territori culturali, nella consapevolezza che sia proprio l'arte a consentire lo sviluppo della struttura dinamica dell'intera conoscenza. Ricordiamo la grande manifestazione sulle ricerche demo-etnoantropologiche, organizata dagli antropologi Tito Spini e Giovanna Antognini, dal titolo "Incontri Tradizioni Popolari - Momenti della ricerca" che ha visto la partecipazione dei più grandi ricercatori italiani (vd. fascicolo della rivista ARTeTRA del 1984).
Per dare ulteriori sviluppi al lavoro svolto, nel 1993 è stato fondato il MU.SP.A.C. Museo Sperimentale d'Arte Contemporanea, organo strumentale della stessa associazione.
Nel 1995 è stato stipulato un contratto - convenzione con il Comune dell’Aquila, che ha consentito al MUSPAC di avere in uso gli spazi dell’ex monastero di S. Maria dei Raccomandati (sec.XIV), per istallarvi una nuova sede.
La scelta di questo grande complesso monumentale, comprensivo di chiostro e giardino, dove in più momenti nel corso della storia l’arte ha trovato rifugio, rivestiva un valore altamente simbolico in quanto lo stesso luogo conteneva i caratteri del “genius loci” e “dell’hortus conclusus”.
In questo luogo sacro, dedicato fin dalle origini al ritiro ed alla meditazione, è stato ravvivato il dialogo antichissimo fra le arti, recuperando il senso antico di museo inteso come “Tempio sacro alle Muse”. Dai primi anni del ‘900, fino al 1942, l'antico monastero fu utilizzato come sede del Museo Civico, nel 1969 vi fu aperta la sede dell’Accademia di Belle Arti, famosa come scuola d’avanguardia.
Per tali ragioni fra i tanti obiettivi del Museo c'era quello di porsi in continuità ideale con la storia del luogo e con quanto in quegli anni accadeva proprio nelle aule dell’Accademia, per tale motivo sono stati invitati ad esporre le loro opere ed il proprio pensiero gli stessi insegnanti ed artisti di un tempo. La mostra antologica di Bussotti dal titolo “Le Arti Belle di Sylvano Bussotti”, la mostra documentaria su e con Carmelo Bene, la partecipazione di Enrico Castellani alla mostra “Ad Usum Fabricae”, gli interventi e le performance di F. Mauri e moltissimi altri artisti, rappresentano solo una parte dell’attività che il Museo intende continuare a svolgere, per non perdere un legame proficuo con le memorie del passato e con gli avvenimenti più significativi che, dal punto di vista artistico, hanno caratterizzato la storia della Regione Abruzzo. Una grande attenzione è stata riservata a J. Beuys, considerato dalla critica uno dei più grandi artisti europei del secondo dopoguerra. Molte opere realizzate da Beuys in Abruzzo si trovano esposte nei maggiori musei del mondo e, grazie a Lucrezia De Domizio, l’Associazione ha potuto organizzare nel 1985 un' importante mostra di questo grande artista, comprendente anche la presentazione del libro “Incontro con Beuys” di L. De Domizio, Buby Durini e Italo Tomassoni. Il pensiero di Beuys ha rappresentato un momento di grande radicalità nel contesto dell’arte contemporanea: le sue teorie sulla “scultura sociale” e sulla difesa della creatività dell’uomo, posto sempre al centro della sua opera, ci pongono degli interrogativi inquietanti sul futuro del mondo, avvertendoci della necessità di ritrovare una centralità della coscienza.
Nel 1998 la sede del MUSPAC, a causa dei lavori di ristrutturazione dell'ex monastero, da parte del Comune dell'Aquila, viene trasferita nel Palazzo Baroncelli Cappa (sec. XVI). In attesa della conclusione dei lavori, il museo ha continuato l'attività - malgrado le numerose difficoltà dovute alla carenza di spazi adeguati - organizzando esposizioni presso altri spazi e in altre sedi, in collaborazione con Comuni di varie città italiane.
Nell’anno 2000, presso il Castello Cinquecentesco dell’Aquila (con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali e della Soprintendenza ai BAAAS d’Abruzzo), in occasione della "Perdonanza Celestiniana" è stata organizzata e allestita la mostra “ANNUALE D’ARTE 2000 - Lo scandalo dello spirito”, incentrata sulla figura di Celestino V.
In tale occasione l’artista Joseph Kosuth, protagonista dell’arte concettuale, ha realizzato l’opera Vita et miracula, Fabio Mauri l’installazione Una storia moderna, utilizzando frasi tratte dai Vangeli e dalla Bibbia e Luca Patella ha realizzato l’opera Vas Caelestinus V.
Alla manifestazione hanno partecipato altri grandi artisti come Giuseppe Chiari, Luciano Fabro e la Casa degli artisti di Milano, Gilberto Zorio, Vettor Pisani, Nunzio, Alfredo Pirri e numerosi altri, le cui opere appartengono alla collezione permanente del museo.
Nel 2002 è stato realizzato il progetto europeo di Cultura 2000 "Art e migrazione", in collaborazione con la Regione Abruzzo e con altre associazioni ed istituzioni della Francia, della Spagna e della Polonia.
Il MUSPAC possiede una collezione permanente che comprende sia opere di artisti internazionali come Joseph Beuys, Jannis Kounellis, Fabio Mauri, Mario Merz, Michelangelo Pistoletto, Giulio Paolini che di artisti italiani di origine abruzzese.
Nel corso degli anni è stata creata una multimediateca e una sala proiezioni dove quotidianamente sono stati proiettati film, documentari e video d'arte.
Nell'ambito dell'attività museale si sono svolti anche laboratori didattici, stage, conferenze e seminari.
Continuamente sono state organizzate manifestazioni inerenti i vari campi del sapere: ricordiamo le conferenze tenute da Ferdinando Bologna, le iniziative musicali, quelle etno-antropologiche con Tito Spini, Giovanna Antognini e altri ricercatori come Rita Salvatore, Sandro Cordeschi e numerosi docenti dell'Università dell'Aquila e di Teramo. Altre iniziative hanno riguardato la conoscenza, la tutela e la valorizzazione dei beni culturali, la video-arte e le performances.
In questo senso il MUSPAC ha voluto superare la concezione di museo come semplice "raccoglitore", per orientarsi sempre più verso la ricerca e la sperimentazione, sfruttando i vantaggi delle nuove tecnologie.
Connessioni ed interscambi continui vengono stabiliti con il mondo della scuola, con l'Accademia di Belle Arti, con l'Università, con il Conservatorio di musica, con i musei, con enti ed associazioni pubbliche e private.
Purtroppo il terremoto del sei aprile 2009 ha reso completamente inagibile la sede del Museo. Sono state danneggiate molte opere di artisti di rilievo internazionale della collezione permanente e sono stati distrutti computer e banca dati.
Grazie al sostegno e alla solidarietà di molti, tra cui la Fondazione Carispaq, la Regione Abruzzo, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Pescara, la Terna S.p.A. e il Comune dell’Aquila abbiamo costruito una nuova sede (ancora in fase di ultimazione) in via Ficara - Piazza D’Arti (dove si trovano altre diciotto Associazioni Culturali), augurandoci che le nostre azioni possano servire ad attraversare nuovamente la soglia del nostro museo riguadagnando un luogo perduto. Una pianta a croce greca, simbolo di simmetria perfetta e citazione del motivo ornamentale della facciata della Basilica di Collemaggio, servirà ancora una volta a stabilire l’incontro tra il dentro e il fuori, in modo da ricucire relazioni fondamentali con la collettività. Grazie a donazioni da parte di musei, associazioni, varie case editrici e di artisti, stiamo ricreando una nuova collezione permanente e una nuova multimediateca che possano rendere un servizio pubblico ai cittadini. Per dare continuità ai nostri 27 anni di attività, continueremo a organizzare eventi d’arte, conferenze, presentazioni di libri, laboratori didattici, lezioni di storia dell’arte, cineforum ecc.. coinvolgendo tutte le Associazioni e le Istituzioni pubbliche e private.
Con questo spirito continueremo a usare la simbolica chiave del nostro logo per riaprire la “duchampiana” porta del museo, chiusa e aperta nello stesso tempo.
Consapevoli che “abitare non significa soltanto avere un tetto sulla testa” (Heidegger), pensiamo sia indispensabile orientarsi in un ambiente e identificarsi con esso. Avere una casa non basta perché non facilita la qualità del vivere, in quanto l’essere al mondo significa avere radici più profonde. L’Aquila è divenuta una città di “non luoghi” ed è proprio per questo che, per ricostruire un tessuto sociale, c’è bisogno di spazi di aggregazione che aiutino l’uomo ad “abitare”.
Questo modus operandi crediamo possa far riflettere su come, dopo la catastrofe e il naufragio, si possa trovare un approdo, una nuova possibilità per riprendere un cammino difficile, tortuoso ma necessario all’arte come alla vita.
Gli operatori del MUSPAC.