Nessuno saprebbe cosa
è l’umana luce divina se non navigasse tutto intorno senza
sosta con mille e più occhi tenendo la propria umana emozione.
Se l’Arte non rimanesse un problema di pochi, non ci sarebbe un
museo adatto a loro.
La pausa giusta è il prezzo dell’Arte, che la rende una cosa
da mangiare per tutti, perché in ogni prezzo che apparentemente
sembra insignificante porta con se tutta la sua storia, perché
ogni artista guarda e impara con occhi rivolti verso i suoi bisogni di
uomo che si nutre in un umano divenire.
L’Arte è e rimane nutrimento dell’anima, con occhi
affamati di cibo materico, persi nei colori di una tavolozza immaginaria,
fatta di concetti rivolti verso un pensiero creativo che ogni spettatore
fa.
L’Arte è un continuo movimento circolare. L’artista
dona all’altro il suo magnifico se. Questo è il prezzo di
se e della sua anima.
Per concludere quello che rimane del nostro rumore, bisogna guardare i
passi che vagano tra presenze immaginarie, confrontandosi con sguardi
immaginifici.
Tutto il resto è questione di parole che vivono in immagini perse
nel vuoto, che rimangono senza nessuna risposta.
Ogni luogo è teatro, dove il circolo della vita è proiettata
verso il domani, onde il futuro vomiti vertiginose glorie in ognuno di
noi, che si confrontano in un continuo crescendo di umana umanità.
Ognuno di noi è passato presente e futuro dove, il divino opera
nell’umano con le stesse intenzioni di chi vuole creare se stesso.
Tutto il resto è un continuo finire.