TESTO CRITICO Lara Vinca – Masini Scrive di lui Emilio Villa:” Il libro più importante che abbia mai letto in questi ultimi dieci anni sono i quadri di Giulio Turcato”. Giulio Turcato ha attraversato col suo lavoro molte stazioni della ricerca contemporanea. Ha dato luogo ad una produzione espansiva ed inarrestabile, in cui l’approdo non è mai il risultato, la bella forma congelata nel quadro, ma il processo continuo di scavalcamento dell’opera precedente. Egli si è mosso secondo un’idea di erranza della pittura, secondo un movimento aperto e circolare sempre nel territorio del segno e del colore. La costante dei suoi spostamenti è stata sempre quella di incrociare la pittura nei punti della sua pelle. La pelle della pittura è il suo punto di distensione, il luogo in cui l’immagine diventa irreversibile apparenza. Fuori dall’immagine non esiste nulla, se non le profondità irraggiungibili dell’inconscio che possono lievitare sulla superficie del quadro soltanto come segno e colore. La pittura non permette interdetti o censure, non ammette rimandi fuori del proprio dominio. Turcato lavora su questo erotismo, sulla polluzione splendente di forme e colori che planano sulla tela o emergono dal suo fondo. Achille Bonito Oliva Da “G. Turcato” (catalogo)
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