ALBERTO TIMOSSI

 

 

 

BIOGRAFIA

Alberto Timossi (Napoli 1965), diplomato all’Accademia di scultura di Carrara. Vive e lavora a Roma, dove insegna al Liceo artistico De Chirico.

Mostre personali

2010 “This is not a pipe, sonde nella città”, Casa dell’Architettura, Acquario Romano, Roma (a cura di Giorgia Calò); 2009 “Innesti” Endemica Arte contemporanea, Roma; “Partitura urbana”, Archivio Crispolti, Roma (a cura di Aldo Iori); 2008 “Parti del discorso”, Ass. culturale Tralevolte, Roma (a cura di Francesco Pezzini e Cesare Sarzini); 2006 “Innesto”, Associazione culturale Lo sguardo dell’altro, Modena (a cura di Marinella Bonaffini); “Innesti”, Fondazione Pastificio Cerere, Roma (a cura di Lorenzo Benedetti); 2005 “Sequenze”, Galleria Limiti Inchiusi, Campobasso; “Anywhere”, Centro per l’arte contemporanea Trebisonda, Perugia; 2003 “Un dia cualquier”, Galleria Nebulosa, Xalapa,( Messico); 2002 “Premio giovani scultura ” (personale dei tre finalisti), Accademia Nazionale di S. Luca, Roma; Centro d’arte L’Idioma, Ascoli Piceno (a cura di Marinella Bonaffini); 1997 “Simple Dialogues”, Plaza Gallery, Tokyo; “Festival” ,Galleria Artivisive, Roma; 1994 Centro per la ricerca artistica contemporanea Luigi di Sarro, Roma (a cura di Paolo Balmas).

Principali collettive

2011Emufest, Festival di musica elettroacusica”, sez. installazioni, Conservatorio di Santa Cecilia (in collaborazione con Simone Pappalardo e Maddalena Gana), Roma; “Aquaquae, Premio arte Rugabella”, Villa Rusconi, Castano Primo (Mi) (a cura di Fabio Carnaghi); “Premio Basi”, Cava di Roselle, Grosseto; “Segno di-vino”, Galleria Sukiya, Lamezia Terme; “Le forme del suono”, Conservatorio Ottorino Respighi ( in collaborazione con Simone Pappalardo), Latina; “Nel segno del Toro: da Mithra ad Europa”,Museo Archeologico dell’antica Capua, Santa Maria Capua Vetere ( a cura di Giorgio Agnisola); “Artour-o, il must, la città d’arte per l’arte contemporanea”, Hotel Villa la Vedetta e Chiostro di Santa Maria Novella, Firenze; 2010 “ Ipotesi dinamica”, Castello Estense di Arquà polesine (a cura di Ellequadro documenti, Genova); “Coincidenze”, Ex officine meccaniche, stazione di Aprilia; “Artour-o, il must, la città d’arte per l’arte contemporanea”, Grand Hotel Minerva, Firenze (a cura del Museo Laboratorio per l’arte contemporanea, Università La Sapienza, Roma); 2009Emufest, Festival di musica elettronica”, sez. installazioni, Conservatorio di Santa Cecilia, Roma; “ Porte aperte: OrientaMenti”, Palazzo Ruspoli, Nemi (a cura di Eloisa Saldari e della Galleria Sala 1, Roma); “Nuove ricerche tra arte e design”, Associazione culturale Studio Or, Roma (a cura di Giorgia Calò) ; 2008 “La falce e il martello, simboli di ferro”, Muspac, Museo sperimentale d’arte, L’Aquila; “4°Giornata del Contemporaneo”, MUSMA, Museo della scultura, Matera (a cura di Giuseppe Appella); “Luce al design”, Galleria Magenta 52 e DIMA Design, Vimercate; 2007 “La forma dell’acqua” (in collaborazione con Graziano Pompili), Villa comunale, Pescocostanzo (AQ); “Trittico d’arte” , Alite group, Perugia ( a cura di Emidio de Albentiis); 2006 “Copulamundi”, Ass. cult. Cetra, Castelbolognese (RA);  “Un Quadro per un Fondo”, Palazzo della Cancelleria, Roma ( a cura di Pino Casagrande); “5° Premio Internazionale di scultura Regione Piemonte”, Accademia Albertina,Torino; 2002 “Premio giovani scultura 2002”, Accademia Nazionale di S. Luca, Roma; 2001 “Small stone exhibition”, Plaza Gallery, Tokyo; 2000 “Mixed Media”, Plaza Gallery, Tokyo (a cura del Museo d’arte contemporanea di Villa Croce, Genova); “”BNL, una banca per l’arte oltre il mecenatismo, giovani artisti all’inizio del nuovo millennio”, Chiostro del Bramante, Roma (a cura di Enzo Bilardello); “Periplo della scultura italiana contemporanea 2” Chiese Rupestri, Matera (a cura di Giuseppe Appella, Pier Giovanni Castagnoli e Fabrizio D’Amico). “Vigna Jacobini, proposte per un recupero ambientale”, Ass. cult. Arte Fuori Centro, Roma; 1999 “ Monocromi”, La Reginella arte contemporanea, Roma ( a cura di Marco di Capua); “La biennale dei giovani artisti del Mediterraneo” ( in collaborazione con l’arch. Maurizio Unali), Ex Mattatoio, Roma; 1998 ”Premio di scultura Renato Carnevale”, Museo d’arte contemporanea di Villa Croce, Genova; 1997 “Moto perpetuo”, 2° simposio internazionale di scultura, Pescocostanzo (AQ); “In-Tensione” SVUP (Accademia di Arti applicate), Praga; 1996 “Mostra Internazionale di architettura” ( in collaborazione con l’arch. Mauro Saito) La Biennale, Venezia; “Premio Marche”, Mole Vanvitelliana, Ancona (a cura di Giuseppe Appella); ”Contaminazioni, forme e materiali a confronto”, Galleria L’Atelier, Carrara; Asociacion de artistas plasticos Goya Argon, Saragozza; ”In-contro”, Goethe Institut, Palermo; 1995 “Iconostasi”, Galleria Artivisive, Roma; ”Scultori in Liguria nel secondo Novecento, nuove generazioni”, Parco Carmagnola, Santa Margherita Ligure; “10° Simposio Internazionale di scultura” Horice V Podkrkonosi (Rep. Ceca); 1994 “You Get What You See”, Palazzo Falcione, Campobasso; Museo d’arte moderna, Spoleto; Galleria De’ Serpenti, Roma; “21° premio Sulmona”, Palazzo dell’Annunziata,Sulmona ( a cura di Germano Beringheli); 1993 “International sculptor competition in China”, Wei-Hai ( Shandong, Cina); “Se voir, 1° Biennale di scultura”, Konschtaus Beim Engel, Lussemburgo; Galerie Ymage, Nizza.  

 


 

"La scultura che ho donato al Mu.sp.a.c  è stata  realizzata nel 2007, quando ho cominciato a pensare i miei innesti non solo come elementi tubolari posti in relazione allo spazio edificato, ma anche come incastri fra se stessi. Da qui il titolo di “Inserti”, inteso come inserzioni che portano la scultura ad un dialogo non solo più verso lo spazio esterno, ma concentrato al suo interno.
L’attraversamento che di solito si compie con edifici o pareti, qui si compie fra gli elementi stessi della scultura, e consente un gioco di relazione formale che porta la luce a diventare una componente importante dell’opera. In particolare in Inserti 6.07, dopo essersi incanalata nel tubo che attraversa la composizione, la luce si proietta al suolo disegnando un cerchio che interrompe la stesura uniforme dell’ombra portata della struttura.
Il colore giallo industriale conferisce alla scultura la caratteristica dell’elemento funzionale proprio degli ingranaggi e delle macchine, favorendo la sensazione che si tratti di un frammento, di una  parte per il tutto, che rimanda ad una funzione sconosciuta, al pari degli innesti sugli edifici, che ricoprono un ruolo strutturale che in realtà non esiste.
Ho accolto con entusiasmo l’invito di partecipare alla rinascita del Mu.sp.a.c, perché conosco sia le persone che con passione si sono dedicate a questo progetto sia il territorio dove il terremoto ha lasciato i suoi segni, e in qualche modo ritengo che l’arte e la scultura siano anch’essi segni che incidono sulle coscienze e sull’ambiente che viviamo. Si tratta di segni positivi tanto più che, in questo caso, hanno il significato simbolico di una rinascita. La ricerca artistica non è mai improvvisata, ma dipende da una continua costruzione di forme e di contenuti secondo una direzione che nel tempo si va delineando, questo cammino lento e meditato si scontra con l’ineluttabilità dell’evento catastrofico improvviso e definitivo, e tale contrasto può farci considerare ancora una volta quanto l’arte possa essere salvifica e rigenerante".

Alberto Timossi
ottobre 2011

 

 

 

 

Inserti 6.07

PVC, poliuretano

150 x 70 x 42 cm

2007

 

L'opera è stata gentilmente donata dall'artista al MUSPAC, per la ricostituzione della collezione permanente, gravemente danneggiata dal sisma del 6 aprile 2009.

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