PASQUALE LIBERATORE

 

 

 

BIOGRAFIA


Alcuni artisti potrebbero essere ovunque ed essere influenzati poco dai luoghi particolari in cui vivono; solo i luoghi dell’infanzia, formativi per chiunque, protraggono i loro effetti negli anni. Invece per Pasquale Liberatore è fondamentale vivere e lavorare comunque tra le sue montagne. Credo che il paesaggio montano dell'Abruzzo per lui sia fonte di suggestione e forza continue. Per Liberatore il legame con la terra, la presenza di grandi volumi tra la superficie ed il cielo, un rapporto con la natura senza grandi interferenze e disturbi, sono imprescindibili da quello che inventa giorno dopo giorno. Così privilegiare come materiale la pietra è un’urgenza del profondo. E’ molto naturale abbandonarsi ai suggerimenti della materia stessa ,assecondarla e reagire alle sue forme. Liberatore anche quando usa la materia come supporto piatto interviene con un segno e una figura che denotano un rapporto antico con essa: la leggera incisione della linea, il graffito costituisce un’immagine essenziale, che evoca le espressioni figurative dei primitivi nelle caverne. Quindi tutto si basa sulle relazioni ancestrali tra quest’uomo e la sua terra. Questo però non deve indurre a credere che il lavoro di Liberatore sia limitato negli esiti ad un luogo preciso, perché proprio in quanto artista egli trasforma dei rapporti particolari, locali, in linguaggio universale che esprime legami archetipi tra l’uomo e la terra, autentici e validi dappertutto. Inoltre egli è un uomo attento a quello che succede nel mondo e pronto ad appropriarsi di ci che lo arricchisce nella pratica artistica. Questo è dovuto ad una sua volontà precisa ma anche alle possibilità oggettive che ci offre la vita dei mass-media, la fitta rete di correnti d’informazione che copre il globo sostanzialmente annulla le distinzioni fra centri e periferie, capitali e province. Non a caso la verginità della materia di Liberatore si è lasciata coprire dalla velocità del colore spray e nella trama naturale dei suoi arazzi sono entrati dei luccichii artificiali.

Giulio Ciavoliello

 

   


 

Senza titolo

70 x 100 cm

 

Senza titolo

 

Una montagna di ricordi

serigrafia

50 x 70 cm

 

 

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