http://www.liciagalizia.it/
senza titolo, 1997 installazione
Senza titolo 100 x 100 cm
MOSTRE PERSONALI
“Costruttivo aggettante” Il costruttivo e aggettante lavoro di Licia Galizia. O meglio, la ricerca che si articola ancorandosi a una costruttiva solidità di intenti e di obiettivi e che contemporaneamente si lancia sulle sponde delle forme appartenenti a differenti ambiti artistici accostandole in una successione di sviluppi assolutamente congruenti: ecco le parole con cui è possibile descrivere il lavoro di un’artista che ci sorprende a ogni sua nuova elaborazione visiva. A partire dalla progettualità insita in ogni sua azione installativa che inizia dalla fase ideativa attraverso il disegno fino alla realizzazione nello spazio, e spesso in rapporto e infitta nella carne del muro, ogni sua opera risente di un pensiero che infilza tutte le fasi del lavoro con fermo e argomentato approccio, ma che si arricchisce, articolandosi e sostanziandosi con le caratteristiche del mutamento e della precarietà, ineludibili facce complementari di qualsiasi progettazione che non escluda il gioco, la passione, le ombre e persino l’arbitrarietà. Rigore e geometria, ma anche variazione e manipolazione sono gli elementi su cui è incentrata la sua ricerca che si snoda nel confronto tra le forme artistiche appartenenti ad ambiti diversi: danza, parola e musica. Nel 1997 realizza un’intersezione fra i suoi elementi di alluminio e le parole di Cecilia Casorati che acquistano volume spaziale e si inseriscono a viva forza nella struttura come se fossero una paradossale continuazione dei segni di Licia Galizia, i quali fuoriescono dalle pareti o s’incurvano contro l’ostacolo del vuoto. Nel lavoro per la danza che risale al 1998 con Lucia La Tour, il progetto coreografico è determinato dalla presenza sulla scena dagli elementi tipici usati nelle installazioni, le canaline di zinco, ove persino il corpo dei danzatori viene utilizzato dalla Galizia per costruire e decostruire incessantemente l’opera sulla scena. Nel 2004 con il clarinettista-compositore Paolo Marchettini ha luogo un intenso scambio per l’innesto tra le due forme: installativa e musicale. Il progetto che prende il nome di “Interferenze” si prefigge di costruire un dialogo in diretta tra esecuzione e idioma visuale e concettuale dell’installazione. I frammenti musicali eseguiti dal vivo, basati su moduli fissi e su moduli variabili esattamente come gli elementi in parte fissi e in parte scorrevoli dell’installazione, subiscono mutazioni dovute sia all’esecutore che al pubblico e si traducono in brusche intromissioni di cellule sonore. Una ripresa del rapporto con la parola, per un’elaborazione maggiormente meditata con la sua intrinseca e bidimensionale spazialità, porta Licia Galizia a lavorare con i testi della scrittrice Rosa Pierno, ideando una superficie equivalente a un foglio collocato sul muro su cui le parole offrono l’appiglio per attuare una variazione attraverso elementi squisitamente formali (rette e mensole) che evidenziano o occultano, di volta in volta, le parole all’interno del testo. Ancora con Rosa Pierno dà inizio a una collaborazione incentrata sulla definizione dei “Volumi” nella loro doppia articolazione di libro e di oggetto spaziale. Dunque, in questo senso, una ricerca che si apre sull’individuazione di forme di leggibilità non canonica, in cui parola e segno condividono senza soluzione di continuità una valenza ibrida innestata su un’origine comune e potenziata dalla scelta artistica dell’artista. L’esperienza accumulata nel volgere di pochi anni le consente di lavorare a opere innovative dal punto di vista della fruizione, della forma e del contenuto espressivo. La collaborazione col compositore Michelangelo Lupone vede la creazione di opere che integrano gli elementi plastici, i volumi architettonici alla musica e gli aspetti vibrazionali della materia alle caratteristiche della composizione musicale. Non vorremmo per questo distrarre lo sguardo troppo a lungo da Licia Galizia, al fine di poterla scorgere mentre spicca il salto fra due sponde e crea nuovi percorsi da esplorare. Rosa Pierno
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