GIUSEPPE CHIARI

 

 

 

La strada e la musica

MUSPAC 1997

 

 

BIOGRAFIA

Compositore e artista concettuale, nato a Firenze il 26 settembre 1926. A Firenze, parallelamente agli studi universitari in matematica e in ingegneria (1946-51), si è dedicato alla musica studiando pianoforte e composizione. Attratto in particolare dalle esperienze di J. Cage, C. ha cominciato a interessarsi a ricerche sperimentali di musica visiva promuovendo nel 1961, con P. Grossi, l’associazione Vita musicale contemporanea; importanti per lo sviluppo artistico di C. furono, nei primi anni sessanta, l’incontro con S. Bussotti, il confronto con le ricerche di poesia concreta del Gruppo 70, e infine i contratti con gli esponenti newyorkesi del movimento internazionale Fluxus, al quale l’artista aderì partecipando, nel 1962, al Fluxus internationale Festspiele neuester Musik di Wiesbaden.
Oltre che nell’ambito di significative rassegne collettive, da Documenta 5 di Kassel (1972) alla Biennale di Venezia (1972; 1976; 1978) a quella di Sidney (1990), C. ha sviluppato il suo complesso percorso artistico attraverso numerosi concerti e performances in Europa e negli Stati Uniti.
Sostenitore dell’interazione tra musica, linguaggio, gesto e immagine, C. ha elaborato azioni che si ricollegano alle esperienze neodadaiste e concettuali: brevi brani confluiscono, di volta in volta e senza un ordine prestabilito, in complesse pièces musicali, tese a esaltare la libertà espressiva e il concetto di indeterminazione del fare artistico. C. ha infatti composto "musica d’azione" basata su un complesso metodo di esecuzione che, accanto agli strumenti tradizionali, assume come componenti essenziali elementi sonori casuali o aleatori (acqua, foglie secche, sassi) che offrono lo spunto per rielaborazioni e azioni che trovano proprio nella casualità e nell’improvvisazione la costante essenza della sua ricerca (Gesti su un piano, 1962; La Strada, 1965; Suonare la città, 1965). Dalle prime partiture, in cui i segni delle note o le rappresentazioni grafiche dei gesti da compiere assumono un’evidenza visiva tale da imporsi anche quali immagini autonome, e puri prodotti visuali, C. è giunto a sperimentare mezzi espressivi diversi: dai collages a soluzioni pittorico-gestuali elaborate con segni, scritte e timbrature su pentagrammi, spartiti, fotografie, che trovano negli anni Ottanta piena e matura espressione. La sua opera grafica e pittorica è in parte conservata presso il Centro internazionale di arte contemporanea Tornabuoni di Firenze.
Tra i suoi scritti: Musica senza contrappunto (1969); Senza titolo (1971); Musica madre (1973); Teatrino (1974); Arte (1974); Metodo per suonare (1976); Aesthetik (1984); Dubbio sull’armonia (1990); Musica et cetera (1994).

 


Tra le opere della collezione permanente del Muspac, particolare attenzione merita l’opera “Fluxus” di Giuseppe Chiari realizzata appositamente per il Museo durante l’incontro “La strada e la musica” tenutosi nel 1997.
Chiari è il principale esponente italiano del gruppo Fluxus ed uno dei più grandi artisti italiani del XX secolo. Con un chiaro riferimento al lavoro di John Cage, egli parte dalla ricerca musicale per arrivare alla distruzione rituale e simbolica, ma in parte anche materiale, del pianoforte, strumento musicale per eccellenza, emblema di tutto il conformismo sonoro.
Le sue “partiture”, orientate su principi teorici musicali, consistono in accurate istruzioni (non in note musicali) che in generale sono eseguibili da chiunque. Ogni oggetto può essere usato come uno strumento musicale, a decidere è la sola volontà di far musica e di agire. Poco interessa all’artista se e in che modo la musica venga accolta, più importante gli appare l’azione che ciascuno compie di propria iniziativa.
L’ “Improvvisazione” è sempre presente nelle sue azioni: è un principio che allarga, per sua stessa definizione, l’esecuzione musicale ai bambini, ai dilettanti, a chi non conosce la grammatica della musica, a chi non conosce la misura degli strumenti.
Nell’incontro del 1997, tenutosi nella prima sede del Muspac (Monastero di S.Maria dei Raccomandati), l’artista ha eseguito numerose performance come Gesti sul piano, azione che consiste nel comporre suoni toccando i tasti del piano non solo per mezzo delle dita ma anche attraverso le  braccia, i gomiti ed i polsi. In questo modo tutto il corpo entra in contatto con lo strumento musicale e l’esito sonoro si arricchisce di nuovi significati: il pianoforte diventa il corrispettivo della tela.
Alla performance è seguita una conferenza con interventi di Paolo Coteni, Walter Tortoreto e Antonello Colimberti.
L’artista ha partecipato anche alla manifestazione “Annuale d’arte 2000 – Lo scandalo dello spirito” organizzata dal Muspac in occasione della Perdonanza celestiniana. In tale occasione, sotto sua indicazione, sono state esposte varie opere che, insieme ad oggetti (come un ventilatore in funzione e una radio accesa dentro una scrivania) hanno formato un’installazione.
Giuseppe Chiari ha scritto diversi trattati di musica, libri e saggi teorici che hanno criticato e rivoluzionato il sistema musicale. Le sue opere sono esposte nei principali musei del mondo.

Martina Sconci

 

 

   


 

Fluxus

vernice su tela

96 x 250 cm

1997

 

Fluxus

pennarello su carta

30 x 42 cm

1997

 

Senza titolo

penna su carta

21 x 29,6 cm

2000

 

Senza titolo

penna su carta

21 x 29,6 cm

1997

 

 

 

 

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