MARIO CEROLI

 

 

 

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BIOGRAFIA

Mario Ceroli nasce a Castelfrentano, in Abruzzo, nel 1938. Frequenta l’Istituto d’Arte di Roma, iniziando a lavorare negli studi di artisti quali Leoncillo Leonardi, Ettore Colla e Pericle Fazzini. Nel ’52, in una galleria di Roma conosce il lavoro di un grande artista: Alberto Burri. Gli inizi lo vedono concentrato sull’uso della ceramica. Non soddisfatto dei risultati della ceramica, intorno al 1959 sperimenta l’uso del legno. Dopo i primi lavori, tronchi d’albero con chiodi infilzati, carichi di una loro forza esistenziale, Ceroli scopre la possibilità di utilizzare forme e figure che poi, sempre su legno, vengono ritagliate: come immagini descrittive, ingigantite, legate alla quotidianità e alla pubblicità. Del 1965 sono le sue opere più note: Goldfinger, Arco di Trionfo, Mister, L’ultima Cena, Ombre, La scala, Piper. Nel ’67 si avvicina a quella che è poi stata definita Arte Povera, esponendo inizialmente insieme ad alcuni di questi artisti che "uniscono l’interesse per le materie e i materiali alla pratica dello ‘sconfinamento formale’ (M. Calvesi)", a differenza di Ceroli, per il quale l’uso del materiale "povero" non esclude il suo progetto comunque legato ad una definizione della forma. A metà degli anni Ottanta le lastre di legno vengono sostituite, con la stessa tecnica, da lastre di vetro che danno vita ad effetti cromatici diversi, dovuti alla trasparenza ed esaltati dalla tecnica di composizione a lamine accostate.Contemporaneamente Ceroli intensifica l’attività espositiva in città quali Tokyo, Los Angeles, San Paolo del Brasile, Parigi, Vienna; espone nel 1983 al Forte Belvedere di Firenze e partecipa a varie edizioni della Biennale di Venezia, realizzando nel contempo importanti opere pubbliche come Il Cavallo della RAI di Saxarubra, La Casa del Nettuno a Bologna, L’Uomo di Leonardo da Vinci.

 

 

 

 

   


 

 

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