Vedi attività del 1985 ELISABETTA CATAMO Nata a Roma dove risiede e lavora. Dal 1978 insegna all'Accademia di Belle Arti, titolare della cattedra di Decorazione a Firenze. L'attività artistica prende avvio alla metà degli anni '70. Dalla pittura passa alla fotografia fino a sconfinare nella realtà tridimensionale con strutture e istallazioni. Spazi mentali carichi di mistero, sottilmente spiazzati che invitano alla meditazione. La ricerca continua sperimentando tecniche diverse. Recentemente premiata alla Biennale d'Arte Contemporanea al Cairo, ha partecipato a mostre collettive in Italia e all'estero. Personali: Roma, Milano, Torino, Trieste, Sorrento, Bari, Londra, Tokio, Amsterdam, Parigi. Elisabetta Catamo è un artista italiano di cui le costruzioni cadono in qualche luogo fra la scultura e la pittura. Le qualità Meditative e poetic sono unite con il piacere che contiene le funzioni decorative e drammatiche della sua pratica. Attualmente vive e lavora a Roma.
La direi oggettuale la fotografia che pratica Elisabetta Catamo. Il "mezzo" fotografico le permette infatti una costruzione d'immagine di lucidissima imminenza oggettuale, in combinazioni a sorpresa di evidente intenzione spiazzante interrogativa, non tanto, direi, necessariamente simbolica. Lavora sull'immagine di cose entro uno spazio oggettivato al limite dell'oggettualizzazione, alla quale dimensione i suoi teatrini d'apparizione invitano continuamente in termini nuovi. Sono citazioni di forme geometriche (la scacchiera, il curvilineo), di forme di natura (la farfalla, la testa di pesce, la conchiglia), di frammenti di allusione storico mitica (la statua, la testa), ecc., che entrano in scena, e si combinano in rapporti diversi in uno spazio interamente costruito, microteatrale, nel quale a volte avanzano anche pronunciate quinte o altri elementi di primaria geometria scenica. Spazi coloratissimi, tersi, irrealmente subito artificiali, ma anche di alta tensione emotiva allarmante. Ogni fotografia è l'occasione di una circostanza raccontata nella quasi violenta icasticita dei rapporti fra i brani d'immagine in campo... Per quanto ho potuto vedere, le sue origini di pittrice (a metà degli anni Settanta) sono state di un narrativo interiore in evidenze di immagini simboliche, che hanno fatto citare Klee (ma forse, meglio, certe attenzioni antropologiche). Ora quel discorso, da interiore, evocativo, si è fatto tutto estrovertito, di provocazione quasi totemico oggettuale, pur nello snodarsi continuo d'un principio quasi di racconto... » Enrico Crispolti
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