Per informazioni sull'opera di Carlo Bernardini, consultare il sito www.carlobernardini.it Vedi attività del Muspac 1997
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STATI DI ILLUMINAZIONE di Marco Meneguzzo “…La fibra ottica e le superfici elettroluminescenti che Carlo Bernardini usa magistralmente nelle sue grandi installazioni sono esattamente questo: sono la presenza di un segno e contemporaneamente la sua virtualità, una presenza tanto più evidente quanto più invisibile è il suo supporto, e tanto più fisica quanto più è immateriale. La luce, in questo caso, non rappresenta che se stessa, è uno strumento di scansione dello spazio e di visione e se – nonostante tutto – da questo uso e da questo mezzo alla fine ne uscisse un aspetto metaforico, esso non sarebbe che la metafora del disegno o, meglio, ne sarebbe la quintessenza. Se, infatti, il disegno è la traduzione più immediata dell’idea, la concretizzazione fisica, la più vicina al pensiero, di un concetto, ecco che un raggio luminoso, che per la sua natura si presume cangiante, inafferrabile e aereo (e poco importa qui se la fibra ottica, per quanto sottile, è comunque un filo solido...) costituisce l’immagine, se non proprio la metafora, dell’avvenuta “illuminazione”, dell’idea che si è manifestata e che si vuole manifestare. Di più, questo concetto del disegno è esaltato dalla dimensione ambientale delle opere di Bernardini, perché la praticabilità dello spazio da parte dello spettatore consente di essere “dentro” il disegno, e di coglierne le variabili spaziali. Non è un caso, ad esempio, che l’artista costruisca all’interno dello spazio punti di vista differenti, che fanno percepire il campo di visione ora come bidimensionale, ora come tridimensionale, a seconda dello spostamento dello spettatore, che in questo modo si trova a vivere dentro l’opera, come se fosse passato “attraverso lo specchio” o, se si vuole, attraverso il vecchio foglio da disegno”. (tratto dalla presentazione della mostra personale, presso la Galleria Bruna Soletti, Milano, e la Galleria Milano, Milano, Novembre/Dicembre 2004).
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