
Nessuno saprebbe cosa è l’umana luce
divina se non navigasse tutto intorno senza sosta con mille e più
occhi tenendo la propria umana emozione.
Se l’Arte non rimanesse un problema di pochi, non ci sarebbe
un museo adatto a loro.
La pausa giusta è il prezzo dell’Arte, che la rende una
cosa da mangiare per tutti, perché in ogni prezzo che apparentemente
sembra insignificante porta con se tutta la sua storia, perché
ogni artista guarda e impara con occhi rivolti verso i suoi bisogni
di uomo che si nutre in un umano divenire.
L’Arte è e rimane nutrimento dell’anima, con occhi
affamati di cibo materico, persi nei colori di una tavolozza immaginaria,
fatta di concetti rivolti verso un pensiero creativo che ogni spettatore
fa.
L’Arte è un continuo movimento circolare. L’artista
dona all’altro il suo magnifico se. Questo è il prezzo
di se e della sua anima.
Per concludere quello che rimane del nostro rumore, bisogna guardare
i passi che vagano tra presenze immaginarie, confrontandosi con sguardi
immaginifici.
Tutto il resto è questione di parole che vivono in immagini
perse nel vuoto, che rimangono senza nessuna risposta.
Ogni luogo è teatro, dove il circolo della vita è proiettata
verso il domani, onde il futuro vomiti vertiginose glorie in ognuno
di noi, che si confrontano in un continuo crescendo di umana umanità.
Ognuno di noi è passato presente e futuro dove, il divino opera
nell’umano con le stesse intenzioni di chi vuole creare se stesso.
Tutto il resto è un continuo finire.
gabriella urbani 2009