In occasione della Perdonanza
Celestiniana 2008 prosegue presso il Muspac-Museo Sperimentale
d'Arte Contemporanea la mostra "Celestino
V, una storia moderna" di Fabio Mauri.
Artista di rilievo internazionale, Fabio
Mauri è molto legato alla città dell'Aquila. Con il Muspac
ha collaborato in molte occasioni presentando conferenze, mostre, azioni
e performance. Nel 1989, negli spazi di Via Crispomonti, ha presentato,
in prima mondiale, l'atto in mostra o concerto da tavolo "Heidegger
e la questione tedesca", con la partecipazione, in veste di performer,
del filosofo Giacomo Marramao.
Nel 1995 ha partecipato alla mostra
"Ad Usum Fabricae", organizzata da Tullio Catalano e Gianni
Fileccia, svoltasi presso il Muspac (ex monastero di S.Maria dei Raccomandati)
e la chiesa di San Domenico.
Nel 1996, nella stessa sede, ha eseguito
le "prove aperte" della notissima performance "Che cosa
è il fascismo", già presentata per la prima volta
a Roma nel 1971 ed eseguita anche presso la Kunsthalle di Klagenfurt.
Nel 2000 ha partecipato alla mostra
"Annuale 2000 - Lo scandalo dello Spirito", curata da Enrico
Sconci e realizzata con il patrocinio dei Beni Culturali nel Castello
Cinquecentesco dell'Aquila.
Mauri è stato amico fraterno
di Alberto Moravia e di Pier Paolo Pasolini fin dai tempi dell'adolescenza.
Nella performance del 1975 "Intellettuale", ha proiettato
sul petto del regista il film "Il Vangelo secondo Matteo",
facendogli sperimentare sulla propria pelle gli effetti dell'opera.
Secondo una caratteristica costante
delle sue opere ideologiche, l'autore ripropone spesso il tema del sacro.
La sua "esperienza con Dio", come egli stesso dice: "fu
quella di un flirt (uso il termine troppo umano per rendere conto della
sua natura pungentemente reale), smodato, indiscretissimo. Prescinderne
era impossibile". (da "Dio e la scena. L'esperienza dell'essere").
Nell'opera su Celestino V un vissuto
storico viene presentato in chiave essenziale, in modo che, dall'inevitabile
confronto tra passato e presente, si alimenti il processo critico che
egli stesso definisce "esercizio spirituale", destinato all'individuazione
e alla messa al bando delle false ideologie.
Per conoscere meglio l'attività
artistica di Fabio Mauri consultare il sito www.fabiomauri.com
NOTA SU CELESTINO
Una storia moderna di Fabio Mauri
Una serie di fogli d'acquerello, i passepartout
dipinti ad olio, incisi a secco, con date sconosciute ricorrenti (il
21), alcuni nomi e frasi brevi o più lunghe tratte dai Vangeli
e dalla Bibbia.
Una storia a pezzi come quella di un artista, uno anonimo, dell'esistenza
in generale, e di Celestino V.
Il corpo naviga in rapporto stretto con la religione.
I suoi bisogni coincidono con il dolore: ho fame, ho sete.
Al centro si disegna l'ordine interrogativo dell'esistenza.
Chi decifra le frasi fa da filo di imbastitura a una storia, vera o
simbolica,
uguale alla storia drammatica del mondo.
Eternità e temporalità scorrono intangibilmente parallele;
in mezzo il vuoto di una memoria disabile.
Solo la morte non viene mai dimenticata.
Solo una coscienza inesatta resta a l'uomo.
L'incertezza globale si erige in luogo di una fede costruita.
Una cattedrale terrena, un paradosso.
L'usuale e l'inesplicabile si fanno abituali. Senza fini propri.
Uno scambio tra codici diversi di linguaggio muto.
La croce spezzata, (la metto, non la metto?), è simbolo della
religione irreligione moderna.
O forse è simbolo della croce.
Simula un cavalletto. Allude al papa autodisdetto. Un accurato design
del dolore, incompleto, dell'esistenza.
L'enigma, per via di memoria storica, si riforma attualmente intero,
reintegra l'obbligo ragionevole di una inevitabile attesa.
Una mostra che non mostra.
L'invisibile non ama apparire oltre l'apparenza. L'apparenza basta,
da tempo.
Fabio Mauri