attività del MUSPAC - 1991  
 

 

16/28 febbraio
GIAMPIERO DURONIO

Il popolo delle cose, 36 foto di G. Duronio, presentazione di G. Centi.

chi fotografa forse evoca e paralizza
in immagini gli spettri delle cose.
o forse agisce sulla presenza individuando
un’assenza.
la poesia sottile della Fotografia non può
ridursi soltanto ad un fatto formale -la Poesia
della Fotografia sta nell'intuizione di chi
guarda quel che è stato guardato - spezzando
la feriale cecità che ci accompagna.
è vero che fotografare vuole anche dire la
storicizzazione ambigua dell'attimo -ma forse
è altrettanto vero che è soltanto quello
l'attimo che dovremmo guardare.
è qui che nasce come un disagio perché infine
è la Fotografia che ci guarda seminando un
dubbio
dal quale è possibile sottrarsi soltanto
regredendo a quello stadio <primitivo>
del < me > che visita quel che l'obiettivo
ha già visitato.
in questo subdolo gioco-di-parole l'immagine
fotografica trova forse un'identità che approda
- ribadendolo - al suo doppio mistero
e al segreto che accomuna labirinticamente
le cose:
l'indecifrabilità sostanziale del mondo
e la sua comprensione.

gilberto centi
/ per giampiero duronio /

 

 

 
 
   

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