Ad ormai quarant’anni dal fatidico
anno della contestazione il Muspac propone una riflessione sulle
trasformazioni intervenute, da quel momento in poi, nel mondo
dell’arte, del costume, del gusto, della vita sociale in
genere.
Dal 1968 entrano nella sfera dell’arte
temi politici e sociali, mentre i linguaggi artistici si estendono
a gesti e comportamenti che sfidano il sistema tradizionale dell’arte.
Si lotta contro un’arte borghese e mercificata, si esce
dalle gallerie e dalle manifestazioni ufficiali per cercare un
contatto immediato con le esigenze della realtà. L’arte
non è più l’esperienza personale del singolo
artista, ma diventa un’esperienza collettiva, un processo
condiviso. L’arte, quindi, è impegno, ma nello stesso
tempo è sperimentazione, ricerca continua e incessante
di nuovi linguaggi.
Famose sono le teorie sulla “scultura
sociale” di Jospeh Beuys, che ha sempre insistito sul coinvolgimento
personale dell’uomo artista nella realizzazione dell’
“opera d’arte” e ha sempre usato più
di un materiale e più di un mezzo espressivo. L’artista,
che ha operato anche n Abruzzo, ha spesso utilizzato il proprio
corpo, la parola scritta e parlata, gli animali, le cose della
natura, tutto ciò che poteva contenere e trasmettere energia.
Negli stessi anni i mezzi di comunicazione
di massa (radio, cinema, televisione) si impongono sulla scena
sociale ed iniziano a condizionare l’immaginario collettivo,
così come descritto dal celebre sociologo Marchal Mc.Luhan.
Anche la musica, in particolare quella degli emergenti gruppi
rock e pop, come i Beatles e i Rolling Stones, celebra nuovi modelli
di bellezza e comportamento.
Molti artisti prendono apertamente posizione
contro la guerra nel Vietnam. In tal senso sono famosi i film
dell’artista Mario Schifano, una tra le voci più
originali dell'arte italiana del secondo dopoguerra, rappresentante,
assieme a Tano Festa e Franco Angeli della Scuola di piazza del
Popolo in Roma. Schifano seppe rielaborare il lascito delle avanguardie
storiche, soprattutto futurismo e dadaismo ed operò parallelamente
alla svolta radicale della pop art americana.
Oltre alle opere di Joseph Beuys e Mario
Schifano saranno esposte in mostra, tra le altre, opere di Jannis
Kounellis, Fabio Mauri, Michelangelo Pistoletto, Mario Merz, Giulio
Paolini, Carmelo Bene.
La mostra prevede anche una sezione, Percorsi
nel contemporaneo, dedicata ad
artisti di nuovissima generazione: Giulio
Giusti, Veronica Iannetti, Simone Lelli, Francesca Liardi, Giuditta
Martinicchio
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