Via Paganica 17 - 67100 L'Aquila

 

attività del MUSPAC - 1996  
 

 

16 / 30 novembre
RICTUS VIVANTS

Mostra Collettiva d'Arte Contemporanea. Presentazione di Nicola Di Virgilio.

 

VARIUX MULTIPLEX MULTIFORMIS EVENTS

Un "TELAI0" chiude un vuoto:
un telaio che chiude un vuoto racchiude ogni "evento" della storia.
Un telaio che chiude un vuoto non è vincolato allo spazio, ma esso è "cinetico" emendando direttrici motorie libere in ogni verso.
Un siffatto "gioco", se per un istante lo fissiamo, rischia di farci divenire fruitori umanisti di opere centriche con la tipica tentazione di opera a organico unitario.
L'artista ha conoscenza degli inganni e delle illusioni che ne derivano, egli esclude superuomo e sublime classico, ma li coinvolge, anzi sembra volerli ospitare nei suoi dinamici telai, che frattando si sono aggregati moltiplicandosi, come acrobati inalberati secondo una "LOGICA" ico genetica.
Il "come" è d'obbligo; la similitudine difatti riferisce l'identità logica dell'organico delle figurazioni "classiche" della FORMA, dove la creatività procedeva per vincoli fissi dello spazio nello spazio tempo.
Qui il VINCOLO è solo virtuale; l'albero generico sussiste per l'istante sublime del linguaggio precario, e il suo sussistere è la negazione del "logos".
Il gioco è aperto tra necessità e necessità disidentica.
Tra i telai montati come "mobile" di una torre vandersburghiana, gli ospiti giungono quali AFORISMI SEDOTTI dalla mano umbratile fabulatoria del regista che demonicamente li mena e dispone a scoprire l’evento sommo…quello attraverso cui la morte della luce genera luce, e la morte della storia, partorisce storia nova.
Vengono gli ospiti da ogni angolo della MEMORIA: dal cielo e dalle viscere di zarathustra piovono con grande impegno a contemplare le invenzioni delle magnanime idealità. Ognuno porta i suoi doni: dal pastore al re, l'intera storia è genuflessa. Dio! quante verità appaiono quali stelle virtuali di una storia senza tempo deflorando i diaframmi del TEMPO: con determinazione del regista si sono adagiate per libero percorso di identità soggettiva non conseguita, in attesa di una logica anti logica, di cui l'immagine è, ora, solo simbolo e speranza dell'evento. Il regista si muove orbitando, trascolorando gli spazi: si attende una metamorfosi che non accade. La sua mano gestisce i suoni dei venti per cogliere in sintonia una fede migratoria tra i protagonisti, rapito a trattenere come foglia cadente, le fecondità dell'incertezza, o le retoriche di lucidi inganni...VARIUX MULTIPLEX MULTIFORMIS EVENTS. Ogni atto stellare gode di una personate logica compositiva: essi rabescano con SIMULTANEITA’ i cieli, si sovrappongono in un unicum di "diversi" compenetrati da mitiche implosioni verso l'ipocrisia dell'utilitario. Accade ciò che deve accadere: l'insieme delle FORME, colte nella speranza di vivere uno SPAZIO assoluto, ma non esperito, non supera la soglia del celibato, sicchè, l'evento si assenta, l'assurdo permane, e il tutto si fermenta nel cosmo della RAPPRESENTAZIONE autoescluso dal porsi atto sfuggente di "se", nel sogno dell'antiessere...


NICOLA DI VIRGILIO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
   

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